MoRE – a museum of refused and unrealised art projects vince il Concorso i8 di ArtVerona con il progetto LET’S GO MoRE!

 

MoRE – Museum of refused and unrealised art projects
vince con Let’s go MoRE!
il Concorso i8 – spazi indipendenti di ArtVerona
Domenica 15 ottobre 2017 MoRE – a museum of refused and unrealised art projects con il progetto LET’S GO MoRE! si è aggiundicato il premio del Concorso i8 di ArtVerona, format dedicato alle realtà indipendenti italiane che sperimentano la ricerca nei linguaggi del Contemporaneo, ideato e curato da Cristiano Seganfreddo e realizzato grazie al sostegno di AMIA – Azienda Multiservizi di Igiene Ambientale.
La Giuria – composta da Cristiano Seganfreddo, direttore di Progetto Marzotto; Massimiliano Tonelli, direttore di Artribune, storico media partner del progetto; Riccarda Mandrini, Art Market consultant e VIP Relations di ArtVerona; Simone Ciglia e Giulia Ferracci, rispettivamente ricercatore e curatrice della piattaforma The Independent del MAXXI, Museo nazionale delle arti del XXI secolo, partner di progetto e Maurizio Alfeo, Direttore Generale di AMIA, ha individuato MORE – a museum of refused and unrealised project come migliore progetto declinato sul tema indicato quest’anno, il viaggio.
AMIA, ha assegnato un premio di 2.000 euro, con la seguente motivazione espressa della Giuria: “Il Premio quest’anno va a MORE per il rigore scientifico della ricerca accademica, la sua accessibilità, per la sua prospettiva di crescita contenutistica e di sostenibilità”.
A questo, si aggiunge un secondo riconoscimento, il FOCUS sul numero di Novembre di Artribune.
Il MAXXI, inoltre, in occasione di The Independent a marzo/aprile 2018 dedicherà a MoRE un wall.
LET’S GO MoRE! A journey in the unrealised and refused art projects of XX and XXI centuries, a cura di Ilaria Bignotti, Elisabetta Modena, Marco Scotti, Valentina Rossi e Anna Zinelli, ha presentato alcuni progetti sul tema del viaggio, tratti dall’archivio digitale di MoRE, ideati ma mai realizzati da Davide Bertocchi, CRASH! (Scott King e Matthew Worley), Giovanni Ozzola, Paolo Scheggi, Lorenzo Scotto di Luzio, Erwin Wurm: dal Regno Unito al Sud America, dall’Est Europa all’Italia, il sito moremuseum.org si traduce in una sempre più ampia mappatura, per tappe concettuali e tematiche, di progetti non realizzati o rifiutati, dal libro d’artista alla grande installazione ambientale, dal video alla performance.
Cos’è MoRE – a museum of refused and unrealised art projects
Nei suoi primi cinque anni di vita MoRE, il museo virtuale dei progetti artistici non realizzati, ha acquisito progetti di artisti di rilievo internazionale nel panorama dell’arte contemporanea, che hanno aperto i propri archivi personali, e condiviso pubblicamente le loro idee che per qualche motivo non hanno visto la luce: Valerio Berruti, Davide Bertocchi, Bianco-Valente, Ivo Bonacorsi, David Casini, Siliva Cini, Mathis Collins, CRASH! (Scott King & Matthew Worley), Mario Cresci, Matthew Darbyshire, Maria Adele Del Vecchio, Jeremy Deller, Braco Dimitrijević, Emilio Fantin, Flavio Favelli, Regina José Galindo, Goldschmied & Chiari, Franco Guerzoni & Luigi Ghirri, Ibro Hasanović, Debora Hirsch, Marijan Jevsovar, Hassan Khan, Julije Knifer, Kensuke Koike, Invernomuto, Ivan Kozaric, G. Küng, Ugo La Pietra, Runo Lagormasino, H.H. Lim, Claudia Losi, Mangelos, Elio Marchegiani, Eva Marisaldi, MASBEDO, Sandro Mele, Sabrina Mezzaqui, Jonathan Monk, Liliana Moro, Davide Mosconi, Giovanni Ozzola, Giulio Paolini, Cesare Pietroiusti, Luigi Presicce, Paolo Scheggi, Lorenzo Scotto di Luzio, Duro Seder, Sissi, Veit Stratmann, Annika Ström, Sabrina Torelli, Gian Maria Tosatti, Luca Trevisani, Massimo Uberti, Enzo Umbaca, Marco Vaglieri, Josip Vanista, Grazia Varisco, Kostis Velonis, Luca Vitone, Silvio Wolf, Erwin Wurm & Coop Himmelb(l)au.
Il sito www.moremuseum.org è composto da un archivio di progetti interamente in formato digitale reso possibile anche grazie alla collaborazione con il centro CAPAS dell’Università degli Studi di Parma, uno spazio riservato a esposizioni temporanee, e una sezione destinata a ospitare interventi critici e approfondimenti sul tema del “non realizzato”. Con questo obiettivo, intorno a MoRE si è costituito un network di professionisti provenienti dal mondo dell’arte contemporanea, storici dell’arte, critici, curatori e esperti del settore, che contribuiscono con le loro diverse professionalità alla crescita del progetto nell’ambito dell’associazione culturale Others.
Didascalia immagine in apertura: Lorenzo Scotto di Luzio, Scala-mobile con deserto, 2012

Il Paradiso di Dante sul Ponte Nord. Debutto di Lenz Fondazione al Festival Verdi di Parma

Prova aperta al pubblico l’11 ottobre, debutto assoluto giovedì 12 ottobre di Paradiso. Un pezzo sacro, la nuova installazione sonora e visuale creata da Maria Federica Maestri e Francesco Pititto su commissione del Festival Verdi a partire dai Quattro Pezzi Sacri di Giuseppe Verdi. In scena venti performer dell’ensemble di Lenz Fondazione e trenta coriste dell’Associazione Cori Parmensi dirette da Gabriella Corsaro.

 

Sta per vedere la luce la nuova creazione di Lenz Fondazione: Paradiso. Un Pezzo Sacro, dai Quattro Pezzi Sacri di Giuseppe Verdi, creata su commissione del prestigioso Festival Verdi di Parma.

 

Prova generale aperta al pubblico mercoledì 11 ottobre alle ore 21, debutto assoluto giovedì 12 ottobre alle ore 21, repliche dal 13 al 15 e dal 18 al 22 ottobre (sabato e domenica ore 20, altri giorni ore 21).

Lo spettacolo, seconda parte di un articolato progetto biennale dedicato alla Divina Commedia di Dante Alighieri, sarà allestito negli imponenti spazi del Ponte Nord di Parma, macro opera inaugurata nel 2012 ma fin dall’inizio inutilizzata per insormontabili impedimenti legislativi, che l’installazione site-specific di Lenz Fondazione contribuirà a rendere di temporanea fruizione pubblica.

 

In scena cinquanta artisti: venti performer di Lenz Fondazione tra cui il nucleo degli attori sensibili Paolo Maccini, Delfina Rivieri, Franck Berzieri e le attrici Sandra Soncini, Valentina Barbarini, Barbara Voghera, Carlotta Spaggiari, Chiara Garzo, Monica Bianchi, Lara Bonvini, e trenta coriste dell’Associazione Cori Parmensi, dirette da Gabriella Corsaro, appartenenti ai cori Ars Canto G. Verdi, Cantafabula, La Fontana, Laus Vocalis, Sant’Ilario, Renzo Pezzani e Vox Canora.

 

«Dei Quattro Pezzi Sacri, tre sono dedicati alla Vergine Maria. La figura femminile nel melodramma verdiano rappresenta la salvazione, l’innocenza. Nel nostro Paradiso agiscono, tra una moltitudine femminile, due sole figure maschili: Dante e San Bernardo. Ma il Paradiso che abitano è solo della donna, solo attraverso il corpo di Lei si può vivere, non vedere, la Luce» suggerisce Francesco Pititto, responsabile di drammaturgia e imagoturgia «Nel canto trentatreesimo della terza delle tre Cantiche, la Trinità come un buco nero gravitazionale, ormai raggiunto il collasso, ingoia l’universo delle terzine e degli incontri precedenti. Gli endecasillabi diventano mondi, pianeti, astri e galassie e tutto esplode nella sfera di Luce come la più potente delle Supernove. Al limite del reale, al limite e oltre il linguaggio. E non c’è più parola, solo canto, visione, pura intuizione, abbandono, silenzio».

 

Aggiunge Maria Federica Maestri, che del Paradiso cura installazione site-specific, elementi plastici, costumi e regia: «L’installazione riempie lo spazio di involucri-sarcofagi molli sacchi mortuari collocati a terra, all’interno dei quali forme pesanti emettono suoni e movimenti fino a presentarsi progressivamente con forme umane. L’opera scenica realizzata per il Paradiso si innesta sulle figurazioni sacre di Piero della Francesca per farsi pienamente contemporanea secondo la lezione delle ‘pitture’ immaginifiche di Jannis Kounellis. L’innalzamento dal basso all’alto progredisce di pari passo con l’intonazione, prima singola e poi corale, delle Laudi. Altre figure femminili, attrici storiche di Lenz e dei diversi laboratori sensibili, accompagnano la moltitudine verso il piano superiore, attraversando scale e percorsi testuali, visuali, di luce fino a raggiungere la condizione del distacco definitivo, della sparizione dei corpi, di cui rimangono soltanto scie materiche oscillanti».

 

La drammaturgia musicale di Paradiso, a cura di Andrea Azzali, «si concentra in particolare sulla forma musicale della composizione sacra verdiana con variazioni di tempo e timbro, fluttuazioni e ondulazioni d’altezza e sull’elaborazione degli accordi».

 

«Il nostro Paradiso» concludono Pititto e Maestri «è un viaggio di progressivo apprendimento estetico, una salita collettiva di coro, attrici e spettatori verso una superiore dimensione etica, una ricerca costante della verità illuminata che solo una particolare sensibilità oltre l’intelletto, uno stato sovrasensibile e misterioso, nella sua estrema debolezza, può raggiungere».

 

Paradiso. Un Pezzo Sacro è realizzato da Lenz Fondazione su commissione in esclusiva del Festival Verdi/Teatro Regio di Parma, con il sostegno di MiBACT, Comune di Parma, Regione Emilia-Romagna, DAISM-DP Ausl di Parma, Fondazione Monte di Parma, con il patrocinio del Comune di Parma e in collaborazione con l’Università degli Studi di Parma.

 

Lenz Fondazione ringrazia Authority STU Spa, STU Area Stazione Spa, Fondazione Arturo Toscanini, Aurora Domus Coop. Soc. Onlus, Centro P.Corsini, Parma Lirica.

 

Info: Lenz Teatro, Via Pasubio 3/e, Parma, tel. 0521 270141, 335 6096220, info@lenzfondazione.it –  www.lenzfondazione.it.

 

Festival Verdi, per info e prenotazioni Paradiso. Un Pezzo Sacro: http://www.festivalverdiparma.it/.

Corso per attori Teatro del Cerchio

Il CAPAS, Centro per le attività e le professioni delle arti e dello spettacolo dell’Università di Parma, comunica che il Teatro del Cerchio, in collaborazione con il CUT dell’Università, darà avvio ad un corso professionalizzante per attori di teatro della durata di tre anni.

Il corso è rivolto a ragazze e ragazzi di età compresa tra i 18 e i 30 anni che vogliano fare del teatro la loro professione.

Tramite audizioni, che avranno luogo nel mese di ottobre 2017, verranno selezionati dieci aspiranti attori che avranno l’opportunità di accedere al corso e di inserirsi, successivamente, nel mondo del lavoro.
Per iscriversi alle selezioni e per ulteriori informazioni è necessario contattare il Teatro del Cerchio via mail all’indirizzo info@teatrodelcerchio.it o telefonicamente al numero 3318978682. L’iscrizione alle selezioni e la frequenza al corso sono gratuite.

 

Descrizione del progetto:

 

PRESENTAZIONE

L’Associazione Culturale Teatro del Cerchio ha sede a Parma e si occupa da oltre venti anni di formazione teatrale per adulti e bambini. Da tredici anni gestisce la sala teatrale di via Pini sotto la direzione artistica di Mario Mascitelli, e programma, presso la propria sede, eventi serali per adulti e domenicali di teatro ragazzi.

Presso il teatro ha sede la “Piccola Scuola di Teatro” che con i suoi 300 allievi è il polo formativo più grande della città. A novembre 2017 avrà inizio il corso professionalizzante “TdC Studio”, che permetterà a dieci allievi di apprendere le tecniche teoriche e pratiche del fare teatro e che darà l’opportunità di lavorare con formatori e artisti nazionali e internazionali.

 

TdC STUDIO

Il progetto nasce per individuare eventuali futuri professionisti del settore teatrale nel territorio di Parma e si svilupperà attraverso un percorso di formazione specialistico di tre anni con verifiche annuali. La formazione garantirà, al termine del percorso, l’inserimento nel mondo del lavoro.
La partecipazione al corso è gratuita.

Le audizioni avverranno attraverso una sessione di lavoro su palco di due giorni, successivamente i selezionati sosterranno un colloquio per accedere a una ulteriore verifica finale. Gli allievi che avranno superato tutte le prove, inizieranno un percorso che si articolerà su due incontri settimanali in orario serale, dedicati alle principali discipline: recitazione, movimento ed espressività corporea, vocalità e dizione. Gli allievi dovranno, inoltre, partecipare ad alcuni fine settimana intensivi di workshop con artisti nazionali e internazionali. Per il primo anno sono previste una o due produzioni teatrali, di cui una inserita all’interno della stagione di prosa. Ai partecipanti sarà, inoltre, richiesto di collaborare attivamente alla vita del teatro.

 

Modalità di iscrizione

È necessario far pervenire tramite mail al seguente indirizzo: info@teatrodelcerchio.it la richiesta di partecipazione alle audizioni indicando: nome, cognome, età, residenza e numero telefonico. La richiesta deve essere accompagnata da una lettera di presentazione in cui indicare le esperienze teatrali pregresse e le motivazioni per cui si è deciso di partecipare e di intraprendere, eventualmente, tale cammino professionale.

I richiedenti saranno poi contattati telefonicamente.

Le selezioni si svolgeranno nei giorni 23 e 24 ottobre dalle ore 20.00 alle ore 23.00 presso il Centro di Formazione Teatrale in Via Lavagna n.6, Parma.

I candidati sosterranno un colloquio il 27 ottobre dalle ore 17.00 presso il Teatro del Cerchio in Via Pini 16/A, Parma.

Le ultime selezioni si svolgeranno il 30 e 31 ottobre, in orario serale, presso il Centro di Formazione Teatrale in Via Lavagna n.6, Parma.

 

May Day. Incontro con la danza d’autore.

Rassegna di Europa Teatri e Teatro delle Briciole. A Parma dal 16 al 20 maggio

17 – 18 – 19 maggio Laboratorio al CAPAS

“May days” (Parma, 16-20 maggio) è la rassegna dedicata alla danza d’autore, focalizzata sulla relazione tra danza e pubblico, sull’avvicinamento dell’atto creativo e la sua fruizione e poi della visione della performance e la sua analisi. “May days” è promossa da due teatri di Parma, l’Europa Teatri e il Teatro delle Briciole. Entrambi appartengono alla Rete Regionale Anticorpi/ Azioni per la danza d’autore – e alla sua estensione nazionale, il Network Anticorpi XL – e nel corso degli anni hanno sviluppato un’attenzione particolare per i linguaggi della danza contemporanea, sia attraverso la programmazione sia tramite il sostegno dei progetti produttivi. Questa comune attitudine ha portato anche alla condivisione di questa rassegna ubicata tra Teatro Europa, Teatro al Parco e l’Università di Parma.

Si parte martedì 16 maggio al Teatro Europa dove, alle 19.30, il pubblico potrà incontrare Claudia Castellucci, saggista e autrice di testi drammatici, fondatrice assieme a Romeo Castellucci e Chiara Guidi della Socìetas Raffaello Sanzio, interprete in diversi spettacoli e direttrice didattica di diverse scuole dedicate al teatro e alla danza. L’incontro sarà condotto da Gaia Clotilde Cernetich.

Claudia Castellucci ha fondato anche la compagnia di ballo Mòra, specializzata nel rapporto del movimento con il tempo, e sarà proprio la sua Scuola di movimento ritmico Mòra (basata a Cesena) protagonista della serata del 16 maggio. Alle 21.00, sempre al Teatro Europa, sotto la direzione artistica di Claudia e di due insegnanti coreografi, Giuseppe Dagostino e Alessandro Bedosti, accompagnati dalla composizione musicale di Stefano Bartolini, sette giovani interpreti (Sissj Bassani, Benedetta Gianfanti, Tommaso Granelli, Ahmed Ben Nessib, René Ramos, Stefania Rovatti, Federica Scaringello) eseguiranno “Verso la specie”, una particolarissima danza che prende a modello la metrica della poesia greca arcaica e, dal punto di vista figurativo, il ritmo dei movimenti dei cavalli. Molta importanza è data all’individualità ma viene sottolineato come la coreografia sia al contempo corale perché basata sulla condivisione di uno schema comune, un comune percorso che Claudia Castellucci paragona all’incubazione e che prende piede dalla teoria, passa per l’arte e la musica e approda al gesto. Il mondo dell’arte visiva è presente sia nelle conformazioni spaziali che in dettagli scenici; i colori giocano un ruolo fondamentale come potente oggetto simbolico. “Verso la specie”, che porta il nome di omonimi laboratori, è una produzione Societas creata a Venezia per la Biennale College Danza 2016.

La serata di giovedì 18 maggio, organizzata in collaborazione con il Network Anticorpi XL, sarà dedicata alla giovane danza d’autore, con tre spettacoli che andranno in scena al Teatro al Parco dalle 21.00 alle 22.30. Al termine delle coreografie è previsto l’incontro degli artisti con il pubblico, condotto ancora da Gaia Clotilde Cernetich.

Si comincia alle 21.00 con “Re-garde”, produzione della Compagnie MF selezionato per Anticorpi eXpLo 2015/ Network XL. Realizzata con la regia e coreografia di Francesco Colaleo, è un’indagine sul senso della vista e del guardare, dell’osservare e dell’essere osservati, sulla crudeltà gratuita o manipolatoria che può nascere dalla curiosità ma anche su una visione più innocente, giocosa e ironica. Interpretata dallo stesso regista e coreografo Colaleo e dal danzatore francese Maxime Freixas – su musiche varie – “Re-garde” è un intenso duo tutto al maschile che si esprime attraverso la forza degli opposti miscelando energia e tecnica.

Alle 21.30 salirà sul palco “Soggetto senza titolo”, una produzione di Sosta Palmizi selezionata alla vetrina della Giovane Danza d’Autore 2016. Lo spettacolo, coreografato e interpretato da Olimpia Fortuni con l’assistenza artistica di Cinzia Sità e il montaggio del paesaggio sonoro di Pieradolfo Ciulli e Danilo Valsecchi, è una metafora della ricerca identitaria, profonda ma al contempo spalancata alle metamorfosi esterne, con l’uso dei colori a simboleggiare sensazioni e stati d’animo (come il blu associato alla malinconia).

La vetrina della giovane danza d’autore si chiude alle 22.00 con “Horizon”, una produzione di Mp.Ideograms selezionata alla Vetrina della Giovane danza d’Autore 2015. La coreografia e l’interpretazione sono di Manfredi Perego, l’elaborazione musicale di Paolo Codognola, l’idea delle luci di Antonio Rinaldi. In questo spettacolo non esiste alcun paesaggio, se non quello che viene creato dal protagonista e immaginato dallo spettatore: il danzatore è un corpo/metafora, definito dalle emozioni, un corpo alla ricerca di uno spazio suo, un corpo come strumento creativo che traccia una dimensione immaginaria e personale in cui collocarsi. “Concedersi di essere in un luogo che non esiste se non per definizione – dice Manfredi Perego – è liberatorio ed anche laboratorio per un corpo reale che si misura con l’irreale possibilità di mutare sull’orizzonte”.

Venerdì 19 maggio, alle 21.00, nell’ambito del “Progetto Bioma a Parma”, al Teatro al Parco approda “Prometeo: Architettura”, il quinto quadro del progetto coreutico di Simona Bertozzi e Marcello Briguglio dedicato al mito di Prometeo e già apprezzato sia dal pubblico, nel corso delle numerose repliche in tutta Italia, che dalla più autorevole critica coreutica nazionale. Il tracciato coreografico di queste “micro-narrazioni ambientali” è agito da un gruppo di giovanissime danzatrici del territorio bolognese e ravennate – Giorgia Atti, Elena Rosaria Brugo, Giulia Casadio, Caterina Grotti, Anna Passarini, Carlotta Severi e Matilde Stefanini – che condividono un habitat facendolo diventare uno spazio occupato dalla loro necessità di dare vita a immagini, inquietudini, visioni, proiezioni, strutture d’azione.

Al termine della performance – alle 22.00 sempre al Teatro al Parco – Simona Bertozzi, affiancata dalla conduttrice Gaia Clotilde Cernetich, incontrerà il pubblico.

Al Progetto Bioma a Parma è dedicato anche il pomeriggio di venerdì 19 maggio: prima di “Prometeo” sul palco del Teatro al Parco salirà Elisa Cuppini con i suoi “Cerchi” (ore 19.30), preceduta dai Cantieri Danza Ravenna con il loro “Bianco” (ore 19.00). Al Teatro Europa invece ci sarà Nicoletta Cabassi con “O(s)chema” (alle 17.30) e poi Eleonora Gennari e Valeria Fiorini con “Tell me” (alle 18.00).

Dunque, accanto al primo obiettivo, quello di valorizzare la giovane danza contemporanea attraverso la presentazione di creazioni di coreografi di generazioni diverse, la rassegna “May Days” vuole anche riflettere e far riflettere sui processi di trasmissione e di interpretazione del linguaggio coreutico, attraverso la formazione e l’incontro degli artisti con il pubblico. E al pubblico saranno aperti anche i quattro incontri patrocinati dall’Università di Parma e gestiti dal ravennese gruppo nanou che a Parma porterà il suo “Alphabet”, progetto focalizzato sulla ricerca del linguaggio contemporaneo. Con il titolo “Sguardi”, dalle 11.00 alle 16.30 di mercoledì 17, giovedì 18 e venerdì 19 maggio negli spazi dell’università, la sala prove Capas, e dalle 21.00 di sabato 20 maggio al Teatro Europa, gruppi di coreografi, danzatori, critici d’arte, studenti, dottorandi e studiosi dialogheranno tra loro e con il pubblico, mentre sarà aperto il laboratorio del gruppo nanou con i suoi esperimenti di verifica della trasmissibilità di un linguaggio in continua evoluzione e della sua efficacia nell’attivazione di un processo creativo.

Info:

 
Azioni

Nuovo laboratorio di musica pop e rock al CAPAS

L’Università di Parma, attraverso il CAPAS – Centro per le Attività e le Professioni delle Arti e dello Spettacolo dell’Università di Parma, avvalendosi della collaborazione e dell’impegno di Enzo Miceli, noto musicista e produttore musicale, apre un laboratorio nell’ambito della musica pop e rock rivolto agli studenti che abbiano interesse per la produttività artistica, parte di un più ampio progetto che Miceli intende rivolgere all’intero territorio.

Il progetto vuole creare un punto di riferimento per gli studenti che sono musicisti, cantanti, cantautori, band, autori e compositori di ogni livello e preparazione, per accompagnarli nel loro percorso di approfondimento artistico nell’ambito della musica pop e rock.

La sede è presso il CAPAS (vicolo Grossardi 4, primo piano), che mette a disposizione un’ampia sala prove per gli incontri collettivi di teoria e per le pratiche strumentali e tecniche, che sarà dotata di backline con batteria, amplificatori, pianoforte verticale e pc. Naturalmente la sala prove andrà condivisa con tutte le altre attività presenti nel CAPAS e dunque prenotata per tempo. Di norma gli incontri saranno due volte alla settimana.

Il progetto prevede, in prospettiva, la formazione di band, la creazione di eventi, la produzione di demo che possano mettere in contatto gli studenti-artisti con gli esperti e i rappresentanti dell’industria musicale, al limite la creazione di un’etichetta.

Tutti gli interessati sono invitati alla riunione di presentazione del progetto, fissata per giovedì 2 febbraio, alle ore 15, nella sede del CAPAS, vicolo Grossardi 4, primo piano.

Per ulteriori domande si prega di inviare una e-mail all’indirizzo capas@unipr.it

CORSO DI ALTA FORMAZIONE IN CINEMA DOCUMENTARIO E SPERIMENTALE

Fondazione Cineteca di Bologna e Università di Parma, con il sostegno della Regione Emilia-Romagna e del Fondo Sociale Europeo e d’intesa con il Comune di Parma e Solares Fondazione delle Arti, promuovono un nuovo corso dedicato alla formazione di filmmaker nell’ambito del cinema documentario e sperimentale.

Per tutte le informazioni, consulta qui il bando.