“ISTANTANEE” il primo contest fotografico degli studenti universitari

In concomitanza con il workshop “Il fotogiornalismo ai tempi di Instagram”, organizzato assieme a ParmAteneo, che ha avuto luogo il 23 e 24 novembre, il CAPAS lancia ISTANTANEE, un invito a tutti gli studenti dell’Ateneo a produrre e a inviare le proprie fotografie (di cronaca, di documentazione, di reportage, di sport, di moda, di spettacolo). Queste foto costituiranno un corpus della creatività e della capacità di utilizzazione dell’immagine fotografica a scopo documentario degli studenti, da cui una commissione selezionerà circa 20 immagini che saranno esposte in una mostra a cura del CAPAS.

Le foto devono essere presentate in formato elettronico Jpeg, ad alta risoluzione e successivamente stampabili a 300 dpi. Sono ammesse correzioni digitali in post produzione, compresa la trasformazione in bianco e nero, l’uso di filtri o viraggi, ma non manipolazioni che tendano ad alterare la realtà ripresa.

Le immagini, accompagnate da un titolo o da una didascalia e dalle generalità dell’autore (compreso il numero di telefono), vanno inviate all’indirizzo capas@unipr.it oppure consegnate, sempre in formato elettronico, alla segreteria del CAPAS (nelle mattina di martedì, mercoledì e giovedì dalle 10 alle 13) o alla segreteria del Dipartimento LASS. Ogni partecipante non potrà inviarne più di tre. Il termine per la consegna delle immagini è fissato al 3 marzo 2017. La mostra si svolgerà nella primavera 2017.

Il 23 e il 24 novembre 2016, “Il fotogiornalismo ai tempi di Instagram”, un workshop a ingresso libero

 

Quattro punti di vista differenti, centinaia di aneddoti e una sola grande passione: raccontare attraverso le immagini. ParmAteneo e Capas, Centro per le Attività e le Professioni delle Arti e dello Spettacolo dell’Università degli Studi di Parma, presentano ‘Il fotogiornalismo ai tempi di Instagram’, un workshop a ingresso libero, della durata di due giorni, che vedrà salire in cattedra importanti professionisti del settore con storie ed esperienze diverse da raccontare.

Si parte mercoledì 23 novembre, alle 10.30 in Aula Ferrari, con ‘Dare luce agli indifesi, fotoreportage dal mondo’ a cura di Marco Gualazzini. Dopo i primi scatti con la Gazzetta di Parma, Gualazzini, fotoreporter parmigiano classe 1976, ha girato il mondo per realizzare reportage sulla microfinanza in India, sulla libertà d’espressione in Myanmar, sulla discriminazione dei cristiani in Pakistan e soprattutto sulla situazione in diverse zone di crisi dell’Africa. Tra i tanti premi l’Al-Jazeera International Documentary Film Festival del 2014 per la miglior fotografia e il Getty Grant, “il Pulitzer dei fotoreporter”, del 2013.
Gualazzini attualmente scatta per New York Times, Gruppo L’Espresso e Gruppo Rcs;  le sue foto sono state pubblicate su Internazionale, Io Donna, D di Repubblica, L’Espresso, CNN, M (Le Monde), Der Spiegel, The Sunday Times Magazine, Wired, Newsweek Japan, Sportweek, Paris Match, The New York Times, TIME magazine.

Sempre in Aula Ferrari, dalle 14.30, sarà invece il turno di Roberto Ricci, dal 2001 fotografo del Teatro Regio di Parma. Nato a Roma nel 1959, Ricci ha mosso i primi passi in questo mondo nel 1983, avviando lo studio fotografico Controluce e cimentandosi nel tempo in numerosi settori, compresa la pubblicità. Dal 1990 al 1995 ha collaborato con la Fondazione Arturo Toscanini, specializzandosi sulla fotografia in teatro. Dell’esperienza di Ricci intorno al palcoscenico si parlerà durante la lezione intitolata ‘Buio in sala, fotografare lo spettacolo dal vivo’.

Giovedì 24 novembre il workshop si sposterà in Aula K6, all’interno del plesso Kennedy, sempre nel polo universitario di via D’Azeglio. Alle 10.30 si comincerà con “Inquadrature in movimento, la fotografia nel cinema e nel documentario”. A parlarne sarà Stefano Cattini, autore a 360° di documentari per televisione, web e festival, nato a Carpi nel 1966. Nel 2010 Cattini, che attualmente vive a Parma, è stato candidato per il miglior documentario al David di Donatello con ‘L’Isola dei Sordobimbi’, mentre nel 2012 ha ricevuto il premio Cinemaitaliano.info con il lungometraggio ‘L’ora blu’.

Restando in aula K6, dalle 14.30 l’ultima lezione, ‘Un’Epoca che si evolve, la ricerca fotografica’, sarà affidata a Giorgio Lotti. Nato a Milano nel 1937, Lotti ha cominciato ventenne a collaborare come free-lance per alcuni quotidiani e settimanali quali Milano Sera, La Notte, Il Mondo, Settimo giorno e Paris Match. Nel 1964 è entrato nello staff di Epoca sotto la direzione di Nando Sampietro, dove è rimasto fino al 1997, anno di chiusura del giornale. Ha lavorato fino al 2002 per Panorama, ricevendo nel frattempo numerosi premi. Negli ultimi dieci anni si è dedicato alla ricerca fotografica nel campo del colore e dell’arte. Le sue foto sono esposte in diversi musei internazionali.

Il workshop sarà inoltre l’occasione per rivolgere una ‘call’ ai partecipanti e non solo. Durante gli incontri sarà infatti presentato ‘Istantanee’, il primo concorso fotografico promosso dal Capas e dedicato agli studenti dell’Ateneo a cui sarà offerta l’opportunità di esibire i loro migliori scatti fotografici in una mostra collettiva.

Casa dello Studente di vicolo Grossardi. Riqualificato il Centro servizi di accoglienza studenti e di produzione culturale

Alla presenza del Rettore Loris Borghi, del Pro Rettore all’Edilizia, Infrastrutture e Insediamento Urbano, Carlo Quintelli, del Direttore del CAPAS – Centro per le Attività e le Professioni delle Arti e dello Spettacolo, Luigi Allegri, del Presidente del Consiglio degli Studenti, Francesco Paolo Trigiante, del Sindaco di Parma, Federico Pizzarotti e dell’Assessore regionale alla cultura, politiche giovanili e politiche per la legalità, Massimo Mezzetti, si è svolta la cerimonia di inaugurazione della Casa dello Studente – Centro servizi di accoglienza studenti e di produzione culturale all’interno dell’edificio di vicolo Grossardi, 4.

Subito dopo l’inaugurazione si sono susseguiti diversi eventi artistici che hanno intrattenuto gli studenti dell’Università di Parma e tutte le persone intervenute all’evento.

Inaugurata la mostra di Chiara Samugheo “Gli studenti dell’Università di Parma”

Gli studenti dell’Università di Parma “ritratti” dalla fotografa dei divi e delle dive. L’occhio di Chiara Samugheo sui ragazzi dell’Ateneo, per illustrarne i volti, gli atteggiamenti, la personalità, i luoghi d’incontro. È l’idea di fondo della mostra fotografica “Gli studenti dell’Università di Parma”inaugurata martedì 19 aprile nell’Atrio delle Colonne del Palazzo Centrale dell’Ateneo (via Università 12).

All’inaugurazione hanno partecipato il Rettore Loris BorghiDaniela Ciriello, collaboratrice di Chiara Samugheo, i curatori Luigi Allegri e Manuela Vico.

La mostra è promossa dal Centro per le Attività e le Professioni delle Arti e dello Spettacolo – CAPAS dell’Università di Parma (struttura che raccoglie, organizza e supporta le attività para ed extracurricolari degli studenti negli ambiti artistici, comunicativi, culturali) in collaborazione con il Centro Studi e Archivio della Comunicazione – CSAC, che possiede pressoché l’intero archivio delle immagini della grande fotografa pugliese.

L’esposizione sarà aperta nell’Atrio delle Colonne dal 19 aprile al 27 maggio 2016.

La campagna fotografica da cui è scaturita la mostra è stata realizzata lo scorso anno, a partire da una “call” lanciata a tutti gli studenti dell’Università di Parma: molte decine di loro si sono così sottoposti a una sorta di selezione informale, un “casting” da cui sono usciti quelli che secondo la fotografa erano più espressivi, più in linea con ciò che intendeva realizzare. Altri soggetti sono stati poi colti all’istante, nei luoghi in cui si sono scattate le foto.

Fatto il casting, in alcune giornate dell’aprile 2015 Chiara Samugheo e la sua collaboratrice Daniela Ciriello hanno fotografato gli studenti dell’Ateneo, in diverse ambientazioni universitarie ma non solo: dal Palazzo Centrale dell’Università al Campus di via Langhirano, dal Plesso Umanistico di Via D’Azeglio al Palazzo della Pilotta, dal Parco giochi dell’Ospedale dei Bambini a Piazza Duomo, e poi Piazza San Giovanni, Teatro Regio, Parco Ducale, Monumento a Verdi in Piazza della Pace. Da quegli scatti sono scaturite le 40 immagini della mostra.

Immagini senza nomi e senza didascalie per una scelta precisa: perché non si tratta di ritratti singoli ma di una sorta di ritratto collettivo. Quei giovani, come dice il titolo stesso della mostra, sono, per campione anche casuale, gli studenti dell’Università di Parma. La prima foto dell’esposizione lo rappresenta molto bene, con forte significato simbolico: nella tromba delle scale di un palazzo universitario una ragazza (una studentessa di Giurisprudenza) si sporge per afferrare al volo una toga; cerca cioè di cogliere al volo l’opportunità di formazione che l’Università le offre, per afferrare “il mondo che la aspetta”.